Le opere in concorso
Le opere
In questa pagina presentiamo in modo semplice e diretto le immagini delle opere che hanno concorso al progetto Ideazione.

"Metamorfosi"
Opera Multimediale
Laboratorio di informatica
Classi II - Scuola Media Sorisole
Docente Coordinatore
Prof.ssa Zaira Patelli
Collaborazione grafica
Daniele Gualeni
La giuria ha deciso che l'opera "Vorrei..." è, tra le altre, quella che meglio rappresenta l'identità del nostro Istituto ed ha così motivato la sua decisione:
"L'opera interpreta efficacemente il progetto, individuando come tratto identitario della scuola la metamorfosi.
Ciò che si produce nei ragazzi, in termini di trasformazione appunto, è anche ciò che permette loro di uscire dal labirinto di volontà e saperi indefiniti, indirizzandoli alla consapevolazza delle proprie scelte e alla padronanza dei propri talenti.
Il linguaggio multimediale, diretto e immediato e comunicativamente più vicino al vissuto dei ragazzi, è stato utilizzato in modo formativo, a dimostrazione di come il computer, e in genere la macchina, da strumento inerte possa, con un suo intelligente utilizzo, assecondare flessibilmente l'estro creativo e la realizzazione di un'idea."

Il logo è la visualizzazione dell’idea che attraversa tutta l’opera e cioè del concetto di apprendimento, così come è espresso nell’ offerta formativa dell’Istituto:
- insieme dei processi attraverso i quali l’allievo, interagendo con un contesto di istruzione, raggiunge un livello di competenza in determinati campi di conoscenza o in abilità intellettuali”
Ciò significa che:
- la conoscenza viene costruita, piuttosto che registrata o semplicemente recepita;
- chi la costruisce è l’allievo che apprende;
- le caratteristiche dell’alunno e il contesto di istruzione sono fattori interagenti e dunque compresenti, anche se con diverso “peso” a seconda delle attività
- apprendimento e sviluppo sono facce complementari di un unico processo di costruzione di conoscenza.
La zona centrale del logo (il cerchio nero con i raggi verdi) rappresenta l’occhio, metafora della mente che apprende.
Da lì (e quindi dal soggetto che apprende) ha inizio una spirale (rappresentata come tale in quanto il disegno è bidimensionale; nella realtà, sviluppandosi nello spazio, si tratta di andamento elicoidale) che rappresenta il percorso dell’apprendere, sul quale percorso un allievo-bruco avanza costantemente e tanto più in fretta quanto più apprende.
E’ un’ immagine surreale, con quel suo corpo fatto non di segmenti, ma di lettere; con quei suoi cinque piedi; con quelle sue antenne sempre vigili che lo costringono a camminare a testa alta; con quella sua voracità intrinseca che, nutrendosi di Sapere e costruendo Cultura, non solo non danneggia la “pianta-società”, ma la arricchisce di contributi proficui.
La spirale continua all’infinito (donde il tratteggio), perché nella vita non si smette mai di apprendere; essa è tuttavia corposa (forte di colore) nel periodo scolastico, in cui il campo di istruzione è curato da professionisti e intenzionalmente orientato alla costruzione, per ciascun alunno-bruco, del suo profilo formativo, che si sviluppa in rapporto all’evolversi delle potenzialità e quindi dei talenti personali.
Il logo comparirà su tutti i documenti dell’Istituto e quindi le famiglie con figli frequentanti le nostre scuole d’ora in poi avranno modo di vederlo.

"Porte del sapere"
Laboratorio classi II - Scuola Media Petosino
Docente Coordinatore
Prof. Roberto Colombo
Artista
Vittorio Consonni
La scultura rappresenta l’immagine che i ragazzi si sono fatti del Sapere e di come la Scuola li aiuta a farlo proprio.
Hanno immaginato che, per entrare nel mondo della conoscenza, ci voglia una chiave, la quale, di volta in volta, li aiuta ad attraversare le diverse porte (diverse per forma e grandezza) dei diversi saperi.
Verso quelle porte e attraverso di esse, ciascuno arriva e passa per strade diverse e con percorsi diversi: le orme lasciate sul terreno lo segnalano.
Ma i ragazzi non sono solo impronte. Ecco perché si sono anche rappresentati: le figure verticali e le sagome orizzontali sono loro, sono i loro profili reali.
Una volta entrati, attraverso le porte, nel mondo dei saperi, succede che la cultura, mediante lo studio e l’esperienza, aumenta e si trasforma in continuazione, senza mai smettere: la fascia che avvolge le porte rappresenta questa crescita che, partendo dalle conoscenze di base (lo zoccolo dei saperi, dove le porte si incastrano) si espande a toccare più porte, a seconda degli studi che ciascuno fa.
Chi fornisce quella chiave? La Scuola, naturalmente.
Ecco che allora tutta l’opera diventa anche una rappresentazione del valore dell’istruzione, senza la quale è difficile entrare in possesso della chiave personale, necessaria per costruire la propria conoscenza.

"Insieme, verso il futuro"
Laboratorio classi III - Scuola Media Sorisole
Docente Coordinatore
Prof.ssa Anna Cottini
Artista
Giancarlo Defendi
La scultura, in doppio pannello unito, rappresenta l’evoluzione della persona generata dalla Cultura : sulla parte anteriore, gli alunni sono sagome non ben definite e il loro emergere dal fondo suggerisce l’idea dello sforzo e della fatica che devono affrontare per conoscersi e crescere insieme agli altri; sul retro le immagini si fanno nitide a significare che quei ragazzi sono cresciuti e sono diventati capaci di intraprendere autonomamente la loro strada di vita.
La base su cui poggia il pannello rappresenta la solidità e la sicurezza della conoscenza, che ciascuno deve costruirsi con l’aiuto indispensabile della Scuola.

"Palomar"
Laboratorio classi III - Scuola Media Petosino
Docente Coordinatore
Prof. Roberto Colombo
Artista
Cesare Benaglia
Il mondo dei saperi è infinito e nessuno può possederlo completamente; chi vuole navigare in esso rischia di perdersi, se non ha rotte precise. Occorre perciò possedere metodo e strumenti adatti per sapersi orientare nella costruzione della conoscenza. Sono stati pensati possibili percorsi per un viaggio nella realtà locale, ed è stato fornito al viaggiatore lo strumento ottico necessario per l’osservazione del vicino, dal quale partire per poi scoprire mondi nuovi.
Palomar è il cannocchiale che, opportunamente regolato e puntato, fa vedere tutto ciò che ci sta intorno e che il nostro occhio da solo non potrebbe rilevare.
Chi ha insegnato a graduarlo? Certamente la Scuola, che per tutti, alunni e insegnanti, è l’osservatorio in cui si fanno esperienze culturali sempre più ampie, in cui si fa ricerca, sapendo cosa cercare e come.